Veil – Ring Quader
Tre corpi nel velo
Il paesaggio di quest’opera: all’esterno nervature trasversali, all’interno fasce con varchi, sul parallelepipedo fasce di colonne; oggetti cubici su tutti e tre i corpi.
L’opera fa parte della serie Veil, la sesta dopo Minimal Quaderspuren, Minimal Sphere, Raw Cube, Minimal Ring e Ring Quader: corpi di aste nere, disegnati soltanto dai loro spigoli, il cui movimento pone nello spazio tracce di punti bianchi che si sciolgono in veli e nebbie. La struttura è descritta in “Veil – Spalten”, la prima opera della serie.
Collocazione nel modello postdigitale della posizione
Tre corpi, un movimento: attraversa anello esterno, anello interno e parallelepipedo e intanto trascina nello spazio vortici di punti che si staccano mentre i corpi oscillano elasticamente.
La serie lavora con griglia, ritmo e ripetizione – e con ciò che il movimento lascia dietro di sé. Ogni vertice, ogni spigolo che si muove pone punti fissi nello spazio, tanto più intensi quanto più è veloce. Così la ripetizione diventa traccia, che si sovrappone e lentamente svanisce.
Sfera, asta e cubo sono forme concrete, qui ridotte all’estremo: nere, disegnate soltanto dai loro spigoli. Dal loro movimento si stacca un velo di punti che deriva, si apre a ventaglio e si scioglie in nebbia – la conseguenza informale di strutture concrete, evidente come in nessuna delle serie precedenti. Tra i due poli si possono seguire i gradi: il corpo, il suo spigolo, il punto, il velo, la nebbia.
Tra non figurativo e figurativo vale: la veduta spaziale rappresenta i corpi in modo figurativo. La loro traccia perde contorno e ordine e diventa informale – figurativa resta comunque, perché continua a occupare spazio; lo spazio stesso diventa memoria del movimento. Così la serie è una scultura virtuale in movimento – un’animazione digitale scultorea.
Video
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Veil – Ring Quader – Visita