Fluid – Spalten
Colore liquido
Quest’opera è un’indagine: esplora fin dove un linguaggio visivo fluido possa essere spinto sul piano tecnico e come lo si possa realizzare come impresa di una sola persona.
Una sfera come in Veil – Spalten: un paesaggio di fasce di colonne, tre corsie con cubi che rotolano. Ma le aste sono scomparse. Sulla sfera si stende una pelle chiusa di colore liquido, profonda e satura, bagnata come vernice fresca. La luce porta il colore: sulle creste si accende, nelle valli sprofonda nel buio.
Il colore è in movimento. Se la sfera ruota, si blocca a scatto o oscilla elasticamente, la massa ondeggia; onde corrono sulla superficie e la piegano. I cubi attraversano il colore: ognuno vi preme dentro un imbuto profondo, sul bordo si solleva un rigonfiamento, dietro di esso la superficie torna a chiudersi. Intanto i cubi rilasciano il proprio colore – tracciano scie nel colore di fondo, che si mescolano in vortici e lentamente si dissolvono di nuovo.
Nelle rotazioni rapide e nei movimenti bruschi, sulle creste si staccano punti del colore dell’onda, bianchi solo sulle punte più alte. Derivano in modo frattale, si raccolgono in veli e volano via nello spazio. La camera si muove liberamente intorno alla sfera, le tavolozze cambiano lentamente.
Fluid è la settima serie dopo Minimal Quaderspuren, Minimal Sphere, Raw Cube, Minimal Ring, Ring Quader e Veil: la sfera diventa colore liquido.
Il paesaggio di quest’opera: fasce di colonne disposte in verticale, tre corsie con oggetti cubici di 3 × 3 × 3 cubi.
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